martedì 31 marzo 2015

SEMINARIO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE DXN



IL GANODERMA, LA SPIRULINA E I LORO EFFETTI BENEFICI SUL NOSTRO CORPO MILANO 27 APRILE 2015 – NOVOTEL MILANO NORD - CA’GRANDA - V.LE SUZZANI, 13 ORE 19.00

La DXN per questo evento ha chiesto e ottenuto la partecipazione di due Relatori straordinari riconosciuti ed apprezzati a livello mondiale :
Prof.Em. Dr. Ranade Subhash - Presidente della Conferenza Internazionale Ayurveda – Olanda 2015 Presidente dell’Accademia Internazionale Ayurveda (IAA) PUNE – INDIA- Autore di oltre 145 libri di Medicina Ayurveda e Yoga pubblicati e tradotti in oltre 13 paesi. Status di Professore Emerito rilasciato dall’ Università di Brema – Germania e dall’Università di Tel Aviv Isralele. Il Dr. Subhash ha visitato oltre 68 Nazioni conducendo centinaia di corsi di medicina Ayurveda rivolta a Medici Specialisti. Il Dr. Subhash è anche intervenuto spesso come ospite speciale in trasmissioni televisive negli USA, Italia, Germania, Polonia, India, Cile e Brasile. Ha ricevuto molti riconoscimenti Internazionali .
Altro Relatore di prestigio Internazionale sarà la Dott.ssa Sunanda Ranade – Vice Presidente dell’Accademia Internazionale Ayurvedica , Pune – India . Da oltre anni svolge la professione di Specialista in Ginecologia e Nutrizionista. La Dott.ssa Sunanda Ranade ha la Laurea di BAMS e e dottorato in Ayurveda. Autrice di centinaia di articolI in Medicina Ayurveda, che sono stati pubblicati in tutto il mondo. Ambasciatrice nel Mondo per divulgare la medicina Ayurveda svolge l’attività di Insegnamento presso vari College negli USA, Europa, e Sud America. Ha tenuto conferenze in Ayurveda presso varie Università, come Università di Bastyr -Seattle, Stati Uniti d'America; Bogotà, Colombia; Messico e l'Ecuador. Ha condotto numerosi corsi di Ginecologia, Nutrizione e massaggio ayurvedico per i medici e gente comune in questi paesi.

Introdurranno l’evento: Paola e Carlo Rovelli – Executive Senior Star Diamond Giorgio Tarallo – Executive Star Diamond e Lorenzo Gnesutta – Star Diamond In rappresentanza della DXN Italy : Giuseppe Girlando : Country Manager Visto il prestigio dei relatori e l’unicità dell’evento la partecipazione al seminario sarà riservata ad un massimo di 100 partecipanti tra Distributori DXN e Ospiti. Pertanto coloro che fossero interessati a non perdere questo evento sono pregati di prenotarsi in tempo scrivendo a : assistenza@dxnitaly.com


Fonte: http://cristianoroom.dxnnet.com/blog-2015-03-31-SEMINARIO_SCIENTIFICO__DXN


lunedì 23 marzo 2015

Agire

Erroneamente si pensa che il fallimento o la sconfitta siano delle conseguenze di una o più azioni assolutamente da scongiurare. Del resto ci hanno inculcato, fin dai nostri primi anni di vita, che lo sbaglio è deplorevole. Abbiamo coltivato sempre più la convinzione che i vincenti vincono e i perdenti perdono. Oppure che si può essere felici solo quando si riuscirà ad ottenere dei risultati tangibili e visibili e delle vittorie, rimandando così, anche perpetuamente, ogni emozione positiva a data da destinarsi .
E questo modo di pensare si tramuta in un grosso problema , poiché ci influenzerà altamente nel momento in cui vorremo o saremo costretti ad agire. Il motivo di tale condizionamento appunto sta nella paura di fallire. La paura di sentirsi dei perdenti ogni qual volta che qualcosa non va nel verso giusto (succede, la vita ci mette sempre alla prova, che ci piaccia o no). Ad esempio, può succedere di optare per la decisione di intraprendere un'attività qualsiasi, di impegnarsi a sviluppare il proprio obiettivo, di vedere che nel breve tempo le cose non vanno come vorremmo; ed ecco che, dopo una serie di fallimenti, cominceremo a vederci come degli "sfigati" inetti.
Questo succede perché, oltre a provare astio per l'errore invece di trattarlo come un insegnamento, non abbiamo pensato prima di agire. Non abbiamo messo nero su bianca una strategia, quotidianamente aggiornata, che ci permettesse di andare avanti, nonostante le difficoltà. Non abbiamo pensato che perdere significa semplicemente mollare, per via di una supposta inadeguatezza.

Decidere ci appare sempre più difficile e ostico, col risultato tangibile che si tende a vivere in uno stato di torpore e di tensione. Dunque ecco che preferiamo non assumerci la responsabilità di qualsivoglia scelta, quasi con noncuranza, senza valutare che il non decidere è anch'esso una decisione. L'azione comincia a venire meno, finché arriverà il momento fatidico in cui ci ritireremo, smorzando qualsiasi pensiero rivolto verso il cambiamento. E successivamente finiremo per chiuderci nella nostra cella dorata  con la branda comoda, gettando via la chiave per sentirci al sicuro. E tanti saluti!

Ebbene, in realtà, va considerato che esistono solo due tipi di perdenti: Coloro che hanno agito senza pensare e coloro che hanno pensato senza agire; potrai avere tutti i più buoni propositi del mondo, ma se quantomeno non tenterai ad applicarli rimarranno solo delle vaghe promesse.              
E sopratutto è essenziale ribadire il concetto che si è perdenti quando si molla. Uscire sconfitti non è sempre deprecabile, se riuscirai a cogliere gli insegnamenti che stanno dietro ad ogni esito. Non rimandare la felicità. Sii sereno anche quando perderai, assolutamente non con l'intenzione di glissare o fare buon viso a cattivo gioco, ma bensì con la consapevolezza in cuor tuo che sarai cresciuto, che avrai fatto un altro passo in avanti e che la situazione migliorerà in futuro. Abbattersi non serve a nulla poiché ti farà stare fermo, togliendoti la possibilità di evolvere. Mettila in questo modo: a volte si vince a volte si impara. Se vale realmente la pena fare una determinata attività o azione, anche se sei agli albori del lungo processo di realizzazione, allora non stare fermo e vai avanti imperterrito, senza preoccuparti troppo di ciò che succederà. Pensa all'oggi e ai tuoi sogni.                                      

Il tuo sogno vale molto di più di certe etichette come "vincente" e "perdente".

Cristiano Room

lunedì 9 marzo 2015

Turbati dalle regole

In sociologia esiste un concetto che prende il nome di etnocentrismo, il cui significato è che tutti quei valori, credenze e regole appartenenti a una determinata cultura sono ritenuti ,dai sostenitori di questa, gli unici validi. Questo atteggiamento, oltre ad essere estremamente egoico, pone una visuale riduttiva del mondo, poiché si considera le proprie regole e non quelle degli altri. In sostanza, per dirlo in gergo piennellistico, si fa riferimento alla propria mappa e non a quelle degli altri. Noi tutti possediamo una serie di regole che di fatto plasmano il nostro modo di relazionarci e di vivere. Queste regole, connesse direttamente ai valori di ognuno di noi, aiutano a definire chi siamo. Se riteniamo di essere persone, generose allora ci prodigheremo in opere di bene; se riteniamo di essere degli "ambientalisti" allora sposeremo delle cause ambientali e sull'inquinamento piuttosto che altre. Ad ogni modo, tutto ciò che rispetta le nostre regole ci fa sentire inevitabilmente a nostro agio. Per contro, tutto ciò che le trasgredisce ci turba. Ad esempio, se noi non dovessimo sopportare chi urla, qualora qualcuno cominciasse a sbraitarci in faccia, difficilmente lo sopporteremmo. Anche se magari costui tenderà a "sbraitarci" in faccia non per arrecare un torto ma semplicemente per cercare di farsi comprendere meglio, in modo chiaro, nel esporre i contenuti del proprio dialogo; come potete vedere anche le buone intenzioni possono risultare odiose per chi ha una mappa differente. Tutto ciò vale anche per i valori. Un valore importante come l'amore può celare regole differenti per ciascun individuo: se per alcuni amare è attaccamento, per altri questa regola può non essere ben accolta perché potrebbe significare "soffocamento". Pertanto le regole determinano chi siamo, come ci presentiamo, come ci vestiamo, chi è nostro amico e chi non, cosa è accettabile e cosa è meno accettabile o deplorevole. è opportuno rammentare ogni qual volta che subiamo qualcosa di poco gradito, che vada in contrasto con il nostro insieme di regole, che se dovessimo sentirci turbati non è quella cosa fine a se stessa a farci star male, ma bensì il nostro regolamento infranto. Quindi, nel caso qualcuno dovesse farvi un torto non affrettatevi a biasimarlo, ma magari cercate prima di tutto di comprendere il suo punto di vista. Può darsi infatti che le cose stiano in un altro modo, nonostante quel comportamento non rispetti le regole che voi avete.

CristianoRoom