Capita ,spesso e volentieri, di sentirsi sopraffatti dal timore, giusto per citare un esempio fin troppo evidente, di perdere il proprio posto di lavoro precario, oppure di sentirsi intimoriti dinnanzi a questa "crisi" odierna che è sulla bocca di tutti, dai mass media per arrivare ai nostri colleghi di lavoro, e il pronostico che ne viene fuori, di solito, non è certo dei migliori. Io personalmente, in tutta onestà, la definirei più una crisi d'identità, tra l'altro. Per il semplice motivo che non abbiamo consapevolezza di quelle che sono le nostre effettive potenzialità e sconfinate risorse. Non dimentichiamoci che qualsivoglia crisi rappresenta un'opportunità per reinventarsi e quindi progredire verso l'innovazione e il nostro sviluppo. Ciò che si ferma nel mondo appassisce e muore. Perciò, invece di lamentarci e piangerci addosso, rimanendo inerti senza la benché minima idea di come cavare un ragno dal buco, dovremmo visualizzare con un'ottica differente quella che è la routine quotidiana, prima di tutto. Siamo così sicuri che ci piaccia? Considerando che purtroppo, il sistema in cui viviamo, ci fa vivere per lavorare (questo si verifica più della maggior parte delle volte), con la diretta conseguenza di avere la sensazione di essere costretti a tirar a campare per il resto dei nostri giorni, lasciando che i nostri sogni pian piano si imputridiscano. E cosa ancor più triste è che ci adattiamo pacatamente a questo autentico circolo vizioso. Un po' come la classica storia della rana bollita, che viene immersa nell'acqua ancora tiepida all'interno di una pentola, sopra a dei fornelli che con loro fiamma scaldano molto lentamente e inesorabilmente il contenuto fino a farlo bollire. E la rana morirà altrettanto lentamente, adattandosi a una situazione altamente ostica e invivibile. Pure la crisi non si tratta di un male incurabile privo di speranza. Le cose non stanno come ci dicono i telegiornali. Se solo dovessimo aprirci un attimino e diventare più elastici mentalmente, sviluppando un nuovo modo di pensare più costruttivo, rimanendo al contempo noi stessi, allora nuove possibilità potranno spianarci la strada che prediligiamo. Investire seriamente il tempo, con perseveranza e determinazione, in ciò che ci piace fare dovrebbe essere il primo step. Ognuno di noi ha la sua propensione nel fare qualcosa in questa vita. Basta riconoscerla come tale una volta individuata. Un po' di introspezione ci aiuterà notevolmente nel compito. Il secondo step potrebbe essere quello di crearsi una rendita residuale, giusto per uscire dalla trappola di un lavoro che detestiamo e che ci fa sentire letteralmente in catene. Ci sono diversi programmi etici e remunerativi a riguardo, che la maggior parte delle volte abbinano la salute al benessere finanziario. Solitamente, se si tratta di un progetto serio, ciò che viene chiesto per l'adesione è un investimento irrisorio di poche decine di euro; quest'ultima opzione potrebbe darvi la possibilità di costruire la vostra indipendenza in maniera perenne. Direi non male! In fine , il terzo passo che suggerirei di fare è quello di ricominciare a studiare anche a da autodidatta; che si disponga di una laurea o semplicemente la terza media ,in questo caso, poco importa. Ciò che conta veramente è che voi siate in costante evoluzione, poiché è fondamentale apprendere sempre nuove nozioni in un mondo in continuo mutamento. Quindi leggete almeno uno o due libri al mese, partecipate a svariati seminari, parlate con chi ha ottenuto dei risultati negli ambiti che più vi aggradano per poterne prendere esempio, aggiornate un diario inserendo e descrivendo i risultati che state ottenendo seppur minimi.
Il cambiamento, me ne rendo conto, è un gran lavoro!
Ma ne varrà la pena! Abbiate fiducia in voi stessi!
Se anche voi siete stanchi di sentirvi in balia degli eventi, recuperate la serenità e, con gran umiltà, iniziate a costruire il vostro futuro, passo dopo passo, eliminando qualsiasi sorta di fretta (questa vi sarà veramente fatale se l'ascolterete). Cominciate anche prendere le situazioni di disagio e gli errori come insegnamenti necessari per poter erigere l'opera in corso. Non siate per niente rigidi e godetevi ogni esperienza.
Cristiano Room